Normativa RAEE

D. Lgs n.151/2005 (Direttive 2002/95/CE 2002/96/CE e 2003/108/CE) Normativa specifica contiene gli obblighi di gestione e finanziamento, in capo ai produttori di AEE, delle operazioni di ritiro, trasporto e gestione dei RAEE domestici e anche di raccolta dei RAEE professionali. Il D. Lgs 151/2005 stabilisce misure e procedure finalizzate a: - prevenire la produzione di RAEE; - promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento; - migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di dette apparecchiature (ad esempio produttori, distributori, consumatori e operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE); - ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Produttori

Il Decreto Legislativo 151 del 2005 prevede che il finanziamento delle operazioni di trasporto, nonché delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento di RAEE sia a carico dei Produttori. Per Produttori si intende chiunque:
- Fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il suo marchio; - Rivende con il proprio marchio apparecchiature prodotti da altri fornitori; - Importa o immette per primo, nel mercato nazionale, apparecchiature elettriche ed elettroniche nell'ambito di una attività professionale e ne opera la commercializzazione. Per i RAEE storici provenienti dai nuclei domestici, i produttori hanno una responsabilità collettiva, in proporzione alla rispettiva quota di mercato. Tale responsabilità viene espletata attraverso la costituzione di sistemi collettivi.

Raggruppamenti

Il Decreto Ministeriale ha definito i Raggruppamenti di RAEE che dovranno essere attuati nei Centri di Raccolta ed in base ai quali verranno calcolate le quote di competenza di ciascun produttore. Presso i Centri di Raccolta ogni tipologia di RAEE è raccolta separatamente sulla base di una suddivisione di 5 Raggruppamenti. I rifiuti raccolti sono tutti e solo RAEE storici provenienti dai nuclei domestici. R1 apparecchiature refrigeranti R2 Grandi Bianchi R3 TV e Monitor R4 PED CE ICT Apparecchi illuminanti e altro R5 Sorgenti luminose

Cancellazione dei beni dal libro cespiti / Semplificazione fiscale

Per i beni iscritti a libro cespiti è prevista una netta semplificazione delle procedure di distribuzione quando i beni suddetti sono conferiti a soggetto autorizzato in qualità di rifiuti. Questo è utile quando è necessario ricorrere allo smaltimento di computer o dei rifiuti elettronici dell'ufficio. Grazie alla circolare ministeriale n°193/E del 23/07/98 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°222 del 23/09/98 è possibile cancellare i beni dal libro dei cespiti dimostrando di aver conferito i rifiuti ad un'azienda autorizzata alla gestione di quella particolare categoria di rifiuti. In questo caso non è più richiesta la presenza dell'autorità competente allo svolgimento delle operazioni di distruzione e lo smaltimento dei computer aziendali è più facile.

Il Dlgs 205/2010 introduce il concetto di "preparazione al riciclaggio"

Il Dlgs 205/2010 che recepisce la Direttiva europea 2008/98 - ossia il terzo correttivo della parte IV del cosiddetto Testo unico ambientale (152/06) - introduce una serie di novità. E' riconfermata la gerarchia della gestione dei rifiuti, (il legislatore riconferma, l'ordine di priorità fra la prevenzione, riciclo, recupero energetico e smaltimento) se pur rinnovata. Sono inserite nuove definizioni (di riutilizzo, di preparazione al riutilizzo e di riciclaggio) e nuovi principi come quello del "ciclo di vita" dei rifiuti che rende possibile in certi casi, discostarsi dall'ordine di priorità. Viene stabilito chiaramente un ordine di priorità tra le diverse forme di recupero inserendo al primo posto il riutilizzo, al secondo il riciclaggio e infine il recupero di altro tipo, e viene pure distinto nettamente il recupero di materia da quello di energia, subordinando quest'ultimo al primo. E per lo stesso concetto di recupero di materia viene distinto il riutilizzo, dalla preparazione al recupero e dal riciclaggio.

Il legislatore italiano, dunque, per riutilizzo intende "qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti". Mentre per preparazione per il riutilizzo intende le "operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione attraverso cui i prodotti o i componenti di prodotti diventati rifiuti (come ad esempio i Raee) sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento" . Altra cosa, invece è il riciclaggio ossia "qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini."Dunque, se nel riutilizzo non si parla ancora di rifiuto (il che sembrerebbe significare che in quest'ultimo caso non si parli di applicazione della disciplina contenuta nella parte quarta del Codice ambientale) la preparazione al riutilizzo e il riciclaggio riguardano direttamente i rifiuti.

Nello specifico: nel primo caso l'accento è sui prodotti o i componenti di prodotti diventati rifiuti; nel secondo il riferimento è ai soli rifiuti. Per la preparazione il prodotto o il componente è preparato (in un impianto autorizzato) senza subire ulteriore trattamento per essere riutilizzato per lo stesso scopo per cui è nato; per il riciclaggio il rifiuto è sottoposto a trattamento per ottenere prodotti, materie e sostanze (come ad esempio materie prime seconde) da utilizzare non solo per la loro funzione originaria ma anche per altri fini (escluso comunque il trattamento finalizzato al recupero di energia). Nonostante questi chiarimenti sulle definizioni, le incertezze permangono (soprattutto per chi intende "agire" il regime di favore - che comporta in capo al soggetto interessato l'onere di dimostrare che non si tratti di rifiuti). Perché il testo del codice ambientale non esplica quali prodotti e rifiuti possono essere sottoposti a riutilizzo o preparazione di utilizzo. Demanda al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio la definizione di un catalogo esemplificativo di prodotti e rifiuti di prodotti sottoposti a riutilizzo o preparazione di utilizzo (attraverso appositi decreti da adottarsi entro sei mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni).

Perché i criteri specifici per individuare gli "end of waste" ossia per poter affermare che un rifiuto cessa di essere tale (e essere per esempio materia prima seconda) dovranno essere individuati caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno più decreti emanati da parte del Ministero dell'Ambiente (ad ora sembra che siano in dirittura di arrivo quelli relativi alle terre e rocce da scavo e per i metalli).

D. Lgs. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale)

Il Testo Unico Ambientale contiene la disciplina generale e organica in materia di rifiuti. Le sue disposizioni sono applicabili anche ai RAEE (art. 177). Prevede l'emanazione di decreti attuativi per la sua implementazione.

Legge 18 giugno 2009 n. 69 Articolo 12: Delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale, da attuarsi entro il 30 giugno 2010.

Il Decreto discliplina tutta la regolamentazione in materia ambientale, modificato successivamente dal il Dlgs 205/2010 che recepisce la Direttiva europea 2008/98 - ossia il terzo correttivo della parte IV del cosiddetto Testo unico ambientale (152/06) - introduce una serie di novità. Di seguito in allegato il Testo Unico ambientale.